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In principio...

In principio c'era il nulla... e il suo opposto.

L'opposto del nulla non era il pieno!... ma era come: acceso e spento; zero e uno, bianco e nero, essere e non essere, Si e No.

O come la presenza e l'assenza di un'entità, quindi come la presenza e l'assenza di Dio.

Soltanto che, all'inizio non si può parlare di entità complesse quindi, era solo l'essere e il non essere. Ancora Dio doveva nascere.

Per comodità l'essere lo associamo a S (si) e il non essere lo assiaciamo a N (no).

S ed N non erano unici, ma potevano duplicarsi, ripetersi alternativamente in modo regolare o casuale.

Erano come le fondamenta della matematica.

La matematica si può utilizzare per cercare di capire come era quel periodo, ma al contrario della matematica elementare (l'aritmetica), qui abbiamo a che fare con la Logica e le grammatiche libere, in quanto in parte era razionale e in parte era incoerente quindi, non costretto a rispettare nessuna regola, perché le regole dovevano ancora nascere.

Parabola: il regno incoerente

In principio c'era un'entità astratta, che da ora in poi chiameremo Dio, dalle capacità illimitate. Illimitate nel senso che, non c'era legge o altra entità a cui doveva obbedire. Dio, per non restare solo, incomincio a creare delle semplici astrazioni.

Dio vide che ciò era cosa buona e giusta e quindi continuò.

Tali astrazioni, che lui chiamò popolo di anime, li riuniva spesso a se, e ad ogni riunione donava loro una capacità in più. Tra una riunione e l'altra, verificava che questa capacità aggiunta, avesse migliorato la situazione; altrimenti, la annullava ripristinando lo stato precedente, e ne applicava un'altra. Così come un programmatore di computer inserisce delle nuove funzioni a un programma che ha creato, e verifica che tali funzioni siano corrette e che migliorino il programma. Se tali funzioni non vanno bene, ripristina la copia precedente e ne applica altre.

Dio, ad ogni riunione aggiungeva nuove capacità al suo popolo. Popolo che ancora non aveva forma fisica, ma solo astrazioni matematiche. Le anime, man mano che aumentava la le loro capacità, iniziarono a prendere coscienza di se. Ed erano le stesse anime che, consultate da Dio, iniziarono a fare delle richieste. In principio (o quasi) c'era un Dio e un popolo di anime (assai numeroso). Immaginate le anime come ologrammi. Le anime adoravano il loro Dio, in quanto lui era disponibile ad accontentare il suo popolo.

Dio riuniva spesso il suo popolo per consultarlo e capire se c'era qualcosa da migliorare.   In una di queste riunioni, il popolo fece una richiesta: desideravano la capacità di poter fare tutto!

La richiesta apparentemente eccessiva venne valutata da Dio e disse: vi posso accontentare.

Da questo momento in poi, ognuno di voi avrà la possibilità di fare tutto! 

Ogni cosa che desidererete si realizzerà. Il popolo, che non credeva che sarebbe stato accontentato, rimase inizialmente sbalordito e ringraziò il loro Dio per la sua infinita bontà.

Chiusa la riunione, le anime vollero provare subito questa nuova capacità acquisita.

Ogni anima incominciò a desiderare qualcosa e questa, come per magia, si realizzava. Non c'erano apparentemente limiti a questa capacità.

Il popolo ne fu molto contento e passava continuamente da un desiderio all'altro. 

Erano capaci di cambiare aspetto, forma, di essere contemporaneamente in più posti, di andare avanti e indietro nel tempo e, tutto quello che è possibile immaginare, loro lo potevano fare.

Il sovrano si accorse però, che il popolo era infelice malgrado avesse tutta la libertà e possibilità!

La libertà assoluta portava solo CAOS.

Qualsiasi cosa si facesse, poteva essere cambiata, distrutta o addirittura cancellata da chiunque. Non esistevano regole e tutto era in un continuo mutare inesorabile.

Non c’era nessun concetto di Valore, in quanto, tutto era possibile crearlo immediatamente, senza nessuno sforzo, e altrettanto facilmente era possibile distruggerlo.

Il cambiamento

Allora Dioo capì che la libertà assoluta portava solo il caos e l’infelicità.

Decise che era il momento di cambiare… ma cambiare come?

Pensò che se avesse fatto delle leggi rigide (della natura) che non era possibile infrangere, e che ogni evento doveva avere una causa adeguata (principio di causa ed effetto) per poter succedere; rischiava di andare nella situazione opposta.

Nessuna libertà.

Tutto ciò che accadeva nel regno, sarebbe stato determinato dalla prima azione che muoveva il tutto. Si passava dal caos della libertà assoluta, alla routine deterministica causata dal rigido rispetto delle leggi di “causa ed effetto” senza nessuna libertà.

Allora il sovrano capì che nessuna delle due scelte estreme era buona e quindi, decise di prendere un po’ dell’una e un po’ dell’altra.

Le leggi “coerenti” (rispettate rigidamente) dovevano unirsi alla libertà “incoerente” (era possibile fare quello che si voleva senza un motivo plausibile).

Chiamò corpo (massa, fermioni) la parte coerente che doveva rispettare le leggi (della natura);

E chiamò spirito (virtuale, anima, bosoni) la parte incoerente che era libera di fare qualsiasi cosa.

Siccome la parte coerente richiedeva una causa (reale) per poter compiere qualsiasi azione, e siccome la parte incoerente (virtuale) non poteva fornirla direttamente; allora, il sovrano, creò una terza parte che aveva una doppia natura (particella / onda), era capace di trasformarsi da coerente (particella) in incoerente (onda) e viceversa.

Per dare un verso agli eventi (che nella parte incoerente, non conoscevano il concetto di tempo), diede un limite alla velocità con cui gli eventi potevano svolgersi (la velocità della luce).

Questo fece nascere il concetto di tempo a senso unico.

(Infatti il nostro Universo è composto da uno Spazio a 3 dimensioni e dalla velocità della luce; dalla quale si può ricavare il tempo, che così ha le seguenti caratteristiche:

  • va solo in avanti (il rapporto tra spazio è velocità a sempre segno positivo)
  • rallenta a velocità crescenti prossime a quelle della luce (a 1/2 della velocità della luce, il tempo è scandito a metà velocità).

Il Big Bang nacque dall'esplosione che causò l'unione della parte coerente con quella incoerente. Essendo che la massa di più particelle non poteva occupare lo stesso posto (Principio di esclusione di Paulin), ci fu una grande esplosione e le particelle si diffusero creando l'Universo.

Libertà di decidere come vivere

Il sovrano disse, ai loro sudditi, che adesso avevano:

  • un corpo che doveva rispettare rigidamente le leggi che lui aveva deciso;
  • uno spirito libero di decide come agire.

Lo spirito avrebbe potuto decidere come far agire il corpo, se questo non infrangeva le leggi (della natura).

Se lo spirito avesse cercato di far fare al corpo azioni completamente incoerenti, allora sarebbero andati verso la follia (incoerenza nell’agire).

Se invece lo spirito non fosse intervenuto completamente, il corpo sarebbe diventato un semplice automa che subiva gli eventi.

Il sovrano lasciò ai sudditi la libertà di decidere il giusto livello di libertà che avrebbero voluto avere (sia nel bene che nel male).

Il popolo sapeva che conoscendo sempre meglio le leggi della natura che Dio aveva creato (ma che non aveva rivelato) avrebbero potuto aumentare sempre più le loro capacità.

Il popolo di particelle incomincio a formare lo spazio e le stelle; le stelle formarono i vari elementi più pesanti; i nuovi elementi cominciarono a formare le molecole elementari e complessi; poi si formarono i tessuti e le prime forme viventi; ecc

L'ambiente era in continua mutazione perché era alla ricerca di condizioni sempre nuove da esplorare per poter imparare le leggi di Dio e cercare le condizioni che permettessero d'incrementare le loro capacità.

Considerazioni finali

Questa parabola ci fa capire perché:

  • la scienza non potrà mai spiegarci tutto: perché si occupa della sola parte coerente delle particelle e delle leggi che le regolano;
  • l'Universo è in un continuo mutare (alla ricerca di nuove combinazioni per poter elevare le loro capacità)
  • che la staticità del clima e degli esseri viventi è una cosa sgradita che viene evitata anche con la morte (trasformazione delle molecole);
  • che dobbiamo incrementare il progresso tecnologico (coerente), ma anche far maturare l'anima di ognuno di noi (parte incoerente).